
Glossario e Flashcard: gli strumenti per l’italiano della cittadinanza finanziaria di “PAF!”
Imparare il lessico italiano legato alla banca e alla vita economica in Italia in maniera ludica: è questo l’obiettivo dei nuovi strumenti didattici realizzati da associazione Franco Verga nell’ambito del progetto PAF!.
Il glossario di italiano per la cittadinanza finanziaria è uno strumento pensato per formatrici e formatori, che presenta parole e definizioni secondo una logica tematica e a difficoltà crescente, non solo dal punto di vista lessicale ma anche delle situazioni più frequentemente incontrate nel percorso di un immigrato: ogni sezione raccoglie i termini legati a un ambito specifico (es. la prima sezione è dedicata all’apertura del conto corrente, l’ultima all’Isee e all’accesso ai benefici). Il glossario permette di imparare il vocabolario collegandolo a situazioni concrete, favorendo la comprensione e la memorizzazione. Tutte risorse che a breve saranno disponibili sul nostro sito per tutte le persone che intendo attivare iniziative simili con persone con background migratorio.
Per la ricerca veloce di un termine invece, esiste il glossario in ordine alfabetico che funziona come un indice: ogni parola è accompagnata dall’indicazione della sezione in cui si trova.
La doppia organizzazione (logica + alfabetica) rende il glossario un supporto flessibile: può essere usato sia come strumento di studio progressivo (seguendo le sezioni), sia come dizionario rapido per la consultazione immediata.
Le Flashcard invece, sono organizzate in coppie PAROLE – DEFINIZIONE (L2-L2): due carte separate, e non fronte-retro, per permettere di accostare sul tavolo parole e definizioni senza dover girare continuamente le carte e organizzare attività di tipo memory o abbinamento in maniera più semplice e veloce.

Le Flashcards rendono inoltre possibile il lavoro di gruppo: più studenti possono collaborare intorno a un set di carte, scegliendo insieme i giusti abbinamenti. Ma gli usi si possono ampliare. Ad esempio, dopo aver trovato la coppia corretta, uno studente può essere invitato a inventare una frase o un piccolo dialogo che contenga la parola, oppure usarla in un breve role play (ad esempio: simulare una conversazione in banca in cui uno studente è l’impiegato e l’altro il cliente).
Di questi strumenti esiste anche una versione digitale con esercizi interattivi da svolgere in classe o come compiti per casa per rinforzare il lessico in modo ludico.
Gli obiettivi delle Flashcards sono molteplici: migliorare la conoscenza finanziaria di base, permettendo agli utenti di comprendere concetti come entrate, spese, risparmio, investimento, debito, credito, ma anche promuovere una gestione consapevole del denaro e imparare a fare scelte finanziarie responsabili. Tra i vocaboli ci sono temi come l’apertura di un conto corrente, il commercio elettronico e i pagamenti.
Prima dell’effettivo utilizzo degli strumenti, gli stessi sono stati testati e “sperimentati” da un focus group composto da persone immigrate con diverso background culturale e con competenze linguistiche diverse. I loro feedback si sono rivelati preziosi per migliorare e trovare definizioni chiare e utili per il target di riferimento.
La realizzazione degli strumenti ha messo intorno a un tavolo professionalità ed esperienze differenti: dai docenti di italiano L2 ad esperti di educazione finanziaria a mediatori linguistico-culturali/traduttori. Esiste infatti anche una versione del glossario con la traduzione in inglese, francese, spagnolo e arabo.
«Io mi sono occupato della parte in arabo – spiega Abdul Razak Alnatour, uno dei mediatori/traduttori che hanno collaborato –. Ci abbiamo lavorato a lungo. Penso sia uno strumento molto utile, io mi metto nei panni di un richiedente di asilo che è appena arrivato, che ha bisogno di capire tutte le procedure. Questo libretto, con tutte le parole legate al mondo finanziario, sarà molto utile. Anche io ho fatto fatica, quando sono arrivato, a capire molte cose. Questo libretto si legge in cinque minuti ma contiene parole che sentiamo tutti i giorni, anche più volte al giorno, come Caf o mutuo. Se uno non sa cosa vuol dire, apre il libretto e comincia a leggere».
Della parte in spagnolo si è invece occupata Celmira Orozco Hernandez, che racconta: «La traduzione non è stata complessa, anche se c’erano concetti finanziari non così facili da spiegare. Ma sono sicura che sarà utile perché aiuta chi si deve inserire in questo Paese. Infatti questo è uno strumento non solo linguistico ma anche informativo per chi un domani può pensare di rimanere qui. Aiuta a capire come aprire un conto, cos’è la firma digitale o una carta prepagata. Sono cose che magari un giovane capisce al volo ma chi ha più anni o una scolarità più bassa fa fatica. Magari nel loro Paese non avevano nemmeno esperienza di cos’è un conto o come si gestisce. Sapere che ci sono diversi tipi di conto e di carte è anche un modo per evitare di cadere nelle truffe online: è uno strumento che li aiuta a tutelarsi».
Nella squadra dei mediatori/traduttori c’è anche Nelly Diop, che ha collaborato anche alla stesura del piano formativo per l’attività di capacity building in materia di educazione finanziaria, rivolta agli operatori del circuito di accoglienza per richiedenti asilo, rifugiati e MSNA. Questa formazione, le cui iscrizioni si stanno chiudendo in questi giorni, ha visto un’altissima adesione da parte degli operatori, a testimonianza di una reale necessità di strumenti e supporto su questo tema. «Il mio contributo si è concentrato – commenta Nelly Diop – non tanto sulla parte tecnica, ma sulla parte di comunicazione con gli ospiti dell’accoglienza, che è molto importante. Spesso c’è un senso di vergogna, di senso di colpa fra queste persone e bisogna tenerne conto e sapere come comunicare. Dipende molto dall’operatore riuscire a capire le persone che si rivolgono a lui, a volte anche per cose molto intime. Per elaborare il piano formativo, ho condiviso la mia esperienza di lavoro come mediatrice in due centri di 800 ospiti. Spesso venivano da me e mi raccontavano di non avere soldi e non trovare lavoro: i problemi economici sono una parte importante dello stress psicologico che vivono, non lo dicono mai, ma è così. Il messaggio che ho voluto dare è che non si tratta di noi o della nostra esperienza o della nostra cultura, si tratta della persona. Quindi, bisogna concentrarsi sulla persona, le sue paure, i suoi sentimenti, le sue emozioni e i suoi progetti. Se facciamo questo non sbagliamo».

