
Ascoltare chi vive il sistema è il primo passo per cambiarlo

Ascoltare chi vive il sistema è il primo passo per cambiarlo: rifugiati e richiedenti asilo raccontano il loro rapporto con banche e servizi finanziari
Roma, “E’ complicato riuscire a capire e farsi capire”, “Spesso sembra che gli operatori non si fidano di noi”, “Sarebbe molto utile un’app in più lingue”.
Queste sono alcune delle voci emerse durante il focus group organizzato dal Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) nell’ambito del progetto PAF! – Programma di Alfabetizzazione Finanziaria. Questa metodologia si è resa particolarmente utile per dare voce e consentire il vivo coinvolgimento delle persone a cui il progetto si rivolge con le sue azioni. Uno di questi si è tenuto anche a Roma: otto persone titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo hanno condiviso esperienze concrete legate all’accesso, spesso ostacolato, ai servizi bancari e postali in Italia.
Nonostante tutti i partecipanti abbiano un conto, permangono barriere linguistiche, disinformazione, e soprattutto diffidenza e purtroppo in alcune occasioni trattamenti discriminatori da parte del personale di sportello. In alcuni casi, l’impossibilità di comunicare ha generato frustrazione e rinuncia. In altri, l’accesso al conto è stato negato nonostante la documentazione regolare, a causa di interpretazioni arbitrarie dei requisiti.
È importante riuscire a costruire un sistema finanziario più inclusivo, che preveda sportelli multilingue, app semplificate e personale formato non solo sulle procedure, ma anche sull’accoglienza e il rispetto. L’esperienza diretta dei rifugiati è una risorsa fondamentale per individuare soluzioni efficaci: ascoltarla è doveroso, valorizzarla è necessario. Solo così l’inclusione finanziaria potrà diventare una realtà concreta e non restare un principio astratto.
È quello che si propone di fare il progetto PAF!. Una volta conclusa la fase di ricerca verranno elaborati strumenti divulgativi ad hoc, utili sia alla popolazione straniera che agli operatori dei centri di accoglienza e degli sportelli dedicati ai migranti, organizzate sessioni formative per fornire ai gruppi target del progetto le nozioni essenziali di educazione finanziarie per muoversi agevolmente e in sicurezza in ambito finanziario e nella fase finale del progetto si farà in modo di attivare un’azione di service design con tutti gli ecosistemi finanziari delle regioni coinvolte.