
Il contrasto alla violenza economica è fondamentale nei percorsi di autonomia delle donne
Violenza di genere · Milano
Il contrasto alla violenza economica è fondamentale nei percorsi di autonomia delle donne
Si definisce violenza economica ogni forma di abuso e controllo in cui il partner limita la libertà finanziaria, creando dipendenza e sottomissione. Si manifesta controllando entrate e uscite, impedendo l’accesso ai conti, vietando il lavoro o lo studio, e sperperando beni — spesso all’interno di relazioni di coppia, senza che l’altra ne sia cosciente.
Da sempre i centri antiviolenza si occupano di contrastare anche la violenza economica e di sostenere le donne che si trovano in situazioni di difficoltà.
Una vulnerabilità in più: le donne migranti
Spesso l’organizzazione finanziaria della famiglia è in mano al marito e anche il permesso di soggiorno può dipendere da tale legame.
Milka Polino, comunicatrice sociale e coach, che partecipa al progetto Latinoamericanos con proposito y valor! — volto all’educazione finanziaria ed economica dei cittadini sudamericani residenti in Italia — racconta, a proposito delle donne che incontra:
«Spesso queste donne sono vissute in una cultura maschile dove è solo l’uomo a lavorare e guadagnare e quindi ad occuparsi delle spese, mentre le donne si prendono cura della casa e dei figli. Quando arrivano in Italia pensano che le cose cambieranno e invece no, si trovano in una situazione da cui non riescono a uscire. Noi consigliamo loro di trovare un lavoro per essere indipendenti e di rivolgersi a chi le può aiutare a capire la situazione che stanno vivendo e come comportarsi.»
Milka Polino, comunicatrice sociale e coach
Il centro antiviolenza
A Milano, tra le diverse realtà che intervengono a contrasto del fenomeno, c’è Cerchi d’Acqua, centro antiviolenza attivo dal 2000, che offre gratuitamente e in anonimato percorsi di uscita dalla violenza e di elaborazione del trauma.
«Abbiamo operatrici formate che gestiscono l’accoglienza e i primi colloqui per definire insieme alla donna il progetto di uscita dalla violenza, che può comprendere il percorso legale, in ambito civile e penale, il percorso psicologico, di orientamento lavoro, e lo sportello di educazione finanziaria, che affronta anche la violenza economica.»
Giorgia La Sala, operatrice dello sportello
Le donne che si rivolgono al centro hanno storie molto diverse tra loro. «Frequentemente — prosegue Giorgia La Sala — c’è anche una storia di violenza economica. Spesso è difficile riconoscerla. Esistono alcuni campanelli d’allarme abbastanza diffusi, ad esempio quando vengono costrette a lasciare il lavoro o non possono gestire le spese quotidiane della famiglia. Oggi se ne parla molto perché le donne se ne stanno rendendo conto sempre di più, anche se spesso è solo parte di una violenza che ha tanti aspetti».
Lo sportello, una volta ravvisata la criticità, cerca di aiutare le donne a risolverla, offrendo supporto concreto per i diversi casi che si presentano.
«Abbiamo avuto casi di donne che si sono trovate in una situazione di sovraindebitamento perché avevano firmato una serie di finanziamenti senza esserne coscienti, oppure che hanno dovuto pagare da sole le rate di un mutuo cointestato perché il compagno non contribuiva più.»
Giorgia La Sala, operatrice dello sportello
Un quadro che conferma la multiformità che la violenza economica può assumere.
Il progetto “Libere dalla violenza”
Cerchi d’Acqua è capofila del progetto “Libere dalla violenza: percorsi di empowerment femminile”, sostenuto con i fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese. L’iniziativa, realizzata in partenariato con l’associazione Franco Verga (partner del progetto PAF! nell’ecosistema di Milano), mira a promuovere l’empowerment femminile offrendo supporto alle donne in situazioni di violenza. Nello specifico, ci si rivolge a circa 50 donne nei percorsi di uscita dalla violenza, con lo scopo di favorire la riqualificazione professionale.
Tante le modalità: da percorsi di sostegno psicologico e di psicoterapia individuali a momenti di orientamento al lavoro e coaching. Un ruolo determinante nel contrasto alla violenza economica sarà l’attività di prevenzione e divulgazione dello sportello di educazione finanziaria, che prevede colloqui individuali e moduli di educazione digitale e finanziaria.
La collaborazione fra le due realtà è particolarmente interessante per la possibilità di scambio, contaminazione e formazione reciproca, come previsto dal progetto, in materia di violenza di genere e di diritto dell’immigrazione. Finalità del progetto sarà anche realizzare del materiale informativo plurilingue sulla violenza economica, che possa parlare anche alle donne con background migratorio.
Se sei in una situazione di violenza o conosci qualcuno che ha bisogno di aiuto, non sei sola.
Chiama il 1522, il numero nazionale antiviolenza e stalking:
è gratuito, attivo 24 ore su 24, anonimo e disponibile in italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo e tedesco.

