
L’ostacolo invisibile: così l’esclusione finanziaria frena l’integrazione dei migranti in Italia
Progetto PAF! – Programma di Alfabetizzazione Finanziaria
L’ostacolo invisibile: così l’esclusione finanziaria frena l’integrazione dei migranti in Italia
posta, né in banca. Non si può nemmeno aprire un conto corrente. L’unica soluzione è trovare
un italiano che ti accompagni e dichiari di conoscerti, ma la procedura è molto difficile».
devono lavorare con un contratto per facilitare l’esito del permesso di soggiorno, ma allo stesso
tempo non possono aprire un conto perché non hanno una carta d’identità».
Queste dichiarazioni rese da cittadini con background migratorio sono alcune tra le criticità
emerse nel corso dello svolgimento del Progetto PAF!, il programma di
alfabetizzazione finanziaria attivo in Lombardia, Lazio, Sicilia e Campania con lo scopo di
rimuovere gli ostacoli che rendono difficile la piena integrazione dei lavoratori migranti.
In un’economia di mercato, il diritto alla “bancabilità” — cioè la possibilità
di aprire un conto corrente per accreditare lo stipendio o gestire le spese — dovrebbe essere
un pilastro dei diritti civili. Eppure, per le persone con background migratorio in Italia
questo diritto resta spesso un miraggio o un percorso a ostacoli.
La ricerca “Bussate e (non) vi sarà aperto”
A mettere in luce queste criticità è la ricerca “Bussate e (non) vi sarà aperto”,
nata nell’ambito del Progetto PAF!, che evidenzia come il sistema finanziario italiano fatichi
ancora a sintonizzarsi con una società che cambia, lasciando spesso i cittadini con background
migratorio ai margini.
Lo studio, coordinato da Fondazione ISMU ETS e svolto con la collaborazione
del CIR (per i territori di Catania e Roma) e del Consorzio La
Rada (a Salerno), ha analizzato quattro contesti finanziari territoriali chiave:
Catania, Milano, Roma e Salerno. Aree urbane individuate proprio in virtù dell’alta incidenza
di popolazione residente con background migratorio.
Le barriere che restano invisibili
Per comprendere realmente le barriere all’accesso, i ricercatori hanno adottato un approccio
sul campo per far emergere il “mismatch” tra offerta bancaria e bisogni
reali. L’indagine si è articolata attraverso focus group e ascolto diretto di cittadini
stranieri e rappresentanti del terzo settore, da cui sono emerse le difficoltà quotidiane di
chi vive l’esclusione sulla propria pelle.
Dall’ascolto dei protagonisti emergono criticità profonde che vanno oltre il semplice dato
economico:
-
La barriera della lingua — la scarsa padronanza dell’italiano tecnico è il
primo grande ostacolo. -
La trappola della burocrazia — chi ha uno status giuridico percepito come
“incerto” (anche se regolare, come i richiedenti asilo o chi attende il rinnovo del
permesso) può incontrare difficoltà nell’apertura di conti correnti di base. -
L’assenza di competenze specifiche — ci si affida spesso al passaparola o
a consulenze informali, con il rischio di sottoscrivere contratti inadatti alle proprie
necessità.
Educazione finanziaria per un’inclusione stabile
Un’adeguata educazione finanziaria potrebbe contribuire a limitare l’impatto di questi rischi,
rafforzando la capacità degli individui di gestire le proprie risorse economiche in modo
consapevole, responsabile e orientato al lungo periodo.
sostenibili, a pagamenti, risparmio, credito e assicurazioni — è un elemento fondamentale per
l’emancipazione economica e sociale delle persone e delle imprese.
Promuoverla significa non solo migliorare la qualità della vita delle persone migranti, ma
anche favorirne una piena integrazione nel tessuto economico e sociale del Paese, ponendo le
basi per un percorso di inclusione stabile e duraturo.
Il Progetto PAF! è cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Fondo Asilo,
Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027, Obiettivo Specifico «2 – Migrazione
legale/integrazione», Misura di attuazione «2.d», Ambito di applicazione «2.k» —
Intervento «Partecipazione attiva dei cittadini migranti alla vita economica, sociale e
culturale».

