
Oltre il debito: comprendere e superare il sovraindebitamento come fenomeno sociale
Il sovraindebitamento: un fenomeno sociale prima ancora che economico
Il sovraindebitamento, che trova la sua definizione ufficiale nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII, art. 2, co. 1, lett. c), è quella situazione in cui una persona non riesce più a far fronte ai debiti che ha assunto né con il proprio reddito né con il proprio patrimonio. Non si tratta di una semplice difficoltà temporanea nel far quadrare il bilancio mensile, ma di una condizione strutturale in cui il debito accumulato supera in modo permanente le entrate e le risorse a disposizione.
Ce lo racconta Federica Gorgerino di Fondazione Welfare Ambrosiano (FWA), ente no-profit istituito nel 2009 dal Comune di Milano, dalla Città Metropolitana di Milano, dalla Camera di Commercio e dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL. La sua missione è offrire un sostegno temporaneo e non assistenziale a favore di chi si trova nelle “aree grigie” del sistema di protezione sociale.
Tra i principali strumenti messi gratuitamente a disposizione da FWA figurano:
- credito solidale e credito solidale per l’abitare;
- affiancamento e microcredito d’impresa per l’avvio o il sostegno del lavoro autonomo e della microimprenditorialità;
- servizi dedicati a chi versa in condizioni di disagio finanziario o sovraindebitamento, per valutare la situazione concreta e individuare strategie di uscita.
Il debito è anche un fenomeno sociale
Nel 2024 FWA ha dato vita, insieme ad ACLI Milanesi, Movimento Consumatori Milano, Camera Arbitrale di Milano, Fondazione Lombarda Antiusura e Fondazione San Bernardino, alla RAS – Rete Ambrosiana Sovraindebitamento, per offrire orientamento e consulenza mirata sul debito in Lombardia.
Il lavoro della rete, come sottolinea Federica Gorgerino, si basa su una premessa fondamentale: il sovraindebitamento non è soltanto un fenomeno economico-finanziario o un problema contabile, ma un vero e proprio fenomeno sociale.
La crisi finanziaria porta infatti con sé una stratificazione di fratture cognitive, relazionali e identitarie che investono tutti gli aspetti della vita delle persone.
La persona si sente travolta e impotente e smette di provarci: i contratti, i documenti ufficiali e i numeri diventano un nemico perché percepisce di aver perso il controllo sulla propria vita. Oppressa da sentimenti di vergogna, colpa e paura del giudizio, tende a nascondere il problema e a isolarsi dal contesto sociale e familiare.
Il debito genera inoltre una profonda crisi identitaria: assorbe l’intera percezione del sé e la narrazione personale finisce per coincidere unicamente con la condizione di debitore.
Restituire agency alle persone
L’obiettivo primario di FWA e della rete promotrice di RAS è quello di restituire agency alle persone assistite.
Il percorso di uscita dal debito è un accompagnamento emancipante, non una procedura da delegare a un servizio, e richiede l’attivazione e la partecipazione diretta del beneficiario, chiamato a riappropriarsi del proprio progetto di vita.
Si parte dalla persona, non dal debito.
Lavorare sull’agency significa garantire sostenibilità e tenuta non solo per il singolo individuo, ma per l’intero tessuto sociale ed economico.
Concretamente, l’accompagnamento si articola su più livelli, strettamente intrecciati tra loro:
- la traduzione e la spiegazione di ogni passaggio della procedura, perché chi comprende partecipa e chi partecipa si riappropria del proprio percorso;
- un’educazione finanziaria che non costituisce un corso separato, ma cresce insieme all’accompagnamento, ad esempio attraverso la costruzione condivisa del bilancio familiare;
- la ricostruzione di una progettualità personale che consenta di uscire dal debito con strumenti nuovi e con la capacità di assumere in futuro decisioni finanziarie autonome.
Le persone fragili seguite da FWA – che rappresentano la maggioranza – difficilmente riuscirebbero ad affrontare da sole la composizione della crisi. Le procedure sono lunghe, complesse ed emotivamente logoranti e, senza un affiancamento costante, il rischio di abbandono è molto elevato.
Per questo il supporto della rete non costituisce un servizio accessorio, ma rappresenta spesso la condizione che rende possibile un cambiamento reale.
RAS Lab: formare le “antenne” del territorio
Il tema del sovraindebitamento, ancora poco conosciuto nel dibattito pubblico, si intreccia inevitabilmente con numerosi aspetti del lavoro sociale.
Per questo nel 2026 ha preso avvio RAS Lab, un percorso di formazione rivolto agli operatori e ai volontari del Terzo Settore e dei servizi pubblici.
L’obiettivo è formare vere e proprie “antenne” territoriali, capaci di intercettare i segnali del disagio e creare collegamenti tra enti con competenze diverse ma complementari.
Secondo l’efficace metafora dei ciechi e dell’elefante del Califfo Omar, proposta durante la formazione, gli operatori impegnati nel sociale colgono spesso soltanto alcuni frammenti del sovraindebitamento senza comprenderne la complessità.
La formazione mira invece a restituire la “visione dell’elefante” nella sua interezza, favorendo la ricomposizione delle diverse parti percepite – la proboscide, le zampe, la coda – attraverso una prospettiva di ascolto.
Immagine: Monaci ciechi esaminano un elefante, stampa ukiyo-e di Hanabusa Itchō (1652–1724).
Una seconda possibilità esiste
L’esperienza di RAS è sicuramente virtuosa, ma è importante sapere che, nonostante le possibili differenze a livello locale e regionale, sanare il debito e avere una seconda possibilità è un diritto riconosciuto a tutti i soggetti non fallibili, come sancito dalla Legge n. 3 del 27 gennaio 2012.
La recente Direttiva UE 2023/2225 prescrive inoltre agli Stati membri di promuovere e garantire servizi professionali e indipendenti di consulenza sul debito entro il 2026.
L’approccio integrato al sovraindebitamento si sta consolidando attraverso l’azione congiunta delle istituzioni. Ne sono esempi:
- la Legge Regionale della Lombardia sulla prevenzione e il contrasto al sovraindebitamento, che riconosce formalmente il fenomeno come una priorità sociale prima ancora che economico-giuridica;
- gli Sportelli Sovraindebitamento comunali o metropolitani, come quello dell’Area Metropolitana di Torino, che operano come punti di accesso gratuiti per l’orientamento dei cittadini.
Potersi informare e ricevere una prima valutazione trasparente e gratuita è un diritto.
Saperlo è fondamentale per evitare di rivolgersi a soggetti privati a pagamento che propongono consulenze “interessate” e promettono soluzioni facili. Le soluzioni facili non esistono: esistono percorsi.
Su tutto il territorio nazionale è possibile rivolgersi agli OCC (Organismi di Composizione della Crisi), istituiti presso gli Ordini Professionali, le Camere di Commercio o i Comuni, che rappresentano il primo riferimento per ricevere orientamento gratuito e accedere alle procedure giudiziali.
L’indicazione generale è quella di affidarsi sempre a canali istituzionali e trasparenti, come le Fondazioni Antiusura iscritte agli elenchi ministeriali e le associazioni dei consumatori.
Il ruolo del Terzo Settore
L’esperienza di RAS Lab ricorda che gli operatori del Terzo Settore, nell’affrontare questi temi, possono contare su alcuni strumenti fondamentali del proprio mestiere: la fiducia costruita con le persone, la consapevolezza del proprio ruolo – non risolvere il problema, ma identificarlo e aprire uno spazio di possibilità – insieme al tempo, all’ascolto e alla pazienza.
Basta intercettare un segnale e aprire la porta giusta, un passo alla volta. Il resto lo fa la rete.
L’immagine utilizzata è Monaci ciechi esaminano un elefante, una stampa ukiyo-e di Hanabusa Itchō (1652–1724).

